Tra realtà aumentata ed accessibilità
Casa Batllò, situata a Barcellona,
è opera dello straordinario architetto Antoni Gaudì. L’edificio è stato
dichiarato nel 2005 patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
La struttura è
un chiaro esempio di edificio contenitore che diventa opera stessa, la facciata
esterna è già in sé un’opera d’arte e l’esperienza guidata all’interno rende la
visita ancora più piacevole. Il biglietto d’ingresso costa 35 euro e comprende
una visita percorribile in un’ora e l’audioguida. Il tempo di visita è relativo
perché è lo spettatore stesso a scegliere quanto vuole dedicare ad ogni stanza.
All’ingresso vengono consegnate le video-guide, queste hanno la grandezza e la forma di un cellulare con delle cuffie integrate. La sorpresa è grande quando, fatti i primi tre gradini e giunti al primo dei sei piani dell’edificio, ci si rende conto di essere immersi in una realtà aumentata. Il cellulare fornito infatti dispone di una audio-guida in dieci differenti lingue e di un sistema di realtà aumentata direttamente collegato alla fotocamera del dispositivo stesso. Il percorso è ben delineato da pannelli di colore blu contrassegnati da numeri corrispondenti a quelli raffigurati sullo schermo. Una volta premuto il numero corrispondente alla sala sarà possibile vedere la casa prendere vita, gli arredi cambiano, i soffitti si trasformano conducendo lo spettatore in un viaggio guidato dalle parole di spiegazione nelle orecchie. La sensazione ricreata è quella di essere in una realtà da un lato tangibile, con tantissime persone al tuo fianco, ma allo stesso tempo le cuffie isolanti e gli occhi puntati sullo schermo ti immergono in una dimensione quasi parallela in cui tu diventi l’unico spettatore. Non tutte le stanze sono accessibili perché alcune addirittura sembrerebbero essere abitate, la visita alterna ambienti esterni con altri interni e si conclude con una vista della città dalla terrazza dell’ultimo piano. Giunti alla fine del percorso guidato la struttura prevede una interazione del pubblico chiamato a lasciare un commento su un grosso libro e inoltre si viene invitati a farsi scattare delle foto in uno dei famosissimi balconi modernisti, grazie ad un sistema di fotocamere sospese. Queste saranno poi acquistabili una volta terminata la visita al prezzo di 12 euro l’una.
Tutto fantastico, esperienza
senza fiato e completamente inaspettata, ma a che prezzo?
Quando qualcosa ci stupisce
facciamo fatica a trovarne un difetto; eppure, in questo caso non può essere
trascurato. Se l’arte è giusto sia un bene pubblico ed accessibile non si può
pensare che una struttura di fama internazionale sia preclusa ad una di
spettatori portatori di disabilità fisiche. La struttura non prevede ascensori
che consentano di godere di una visita completa nel caso in cui lo spettatore
sia in sedia a rotelle, allo stesso modo alcuni passaggi troppo stretti o
ripidi potrebbero risultare difficili per altre tipologie di spettatori quali
le persone in sovrappeso o tutti coloro che soffrono di vertigini o
claustrofobia. La terrazza finale in particolare è raggiungibile percorrendo
una scala a chiocciola che anche un banale spettatore potrebbe avere problemi
nel percorrerla. La foto sul balcone esterno si può fare attraversando una
piccolissima fessura che una persona in sovrappeso non potrebbe fisicamente
oltrepassare. Allo stesso modo viene trascurato un altro aspetto importante che
è quello della disabilità visiva, lo spettatore all’ingresso non sa di preciso
cosa lo aspetterà e le ridotte dimensioni dello schermo tramite cui vivere
l’esperienza potrebbero essere limitanti per tutte le persone anziane o
ipovedenti. Questo non è in alcun modo evitabile perché le stanze senza la
sovrapposizione della realtà aumentata non sono altro che stanze in legno
completamente vuote.
Sicuramente la realtà aumentata
sviluppata all’interno di questa meravigliosa casa è notevole, da un altro
punto di vista però è la riprova che spesso l’arte non è per tutti. Si
preferisce investire in un’innovazione capace di creare meraviglia e attirare
visitatori piuttosto che implementare percorsi alternativi, capaci di far
vivere l’esperienza a tutti indipendentemente dalle condizioni fisiche.
Inoltre, bisogna sottolineare che un sistema di realtà aumentata come quello
implementato all’interno della casa Batllò se da un lato attira visitatori
dall’altro è sicuramente costata in termini di produzione, motivo per cui il
biglietto d’ingresso costa 35 euro, prezzo non di certo accessibile che
costringe molti spettatori ad accontentarsi della facciata esterna, visibile
direttamente dalla strada.
di Irene Cattarin

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