MoBA: Quando l'arte è "troppo brutta per essere ignorata"
Buongiorno a tutti! 😊 siamo Silvia, Greta e Valeria. Oggi vi parleremo di un particolare museo americano che celebra l’arte brutta. Proprio così: una collezione di opere una più brutta dell’altra. Buona Lettura!
MoBA: QUANDO L'ARTE È "TROPPO BRUTTA PER ESSERE IGNORATA "
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| Dipinto simbolo del museo "Lucy in the Field with Flowers" |
Il Museum of Bad Art (MoBA) di Somerville, nel Massachusetts, è una galleria divenuta negli anni un vero e proprio tempio della bruttezza, che registra migliaia di visitatori l’anno, con una collezione permanente di oltre 500 opere, tutte considerate troppo brutte per essere ignorate.
L’idea di creare un vero e proprio museo dedicato al brutto dell’arte arriva quasi per caso, negli anni Novanta: l'antiquario Scott Wilson trova nell’immondizia quello che diventerà successivamente il dipinto simbolo della collezione, dal titolo “Lucy in the Field with Flowers”. Un amico gli suggerisce di mettere insieme una collezione: in poco meno di un anno Wilson colleziona talmente tanti dipinti da doverli trasferire nel Dedham Theatre di Boston per permettere alle migliaia di visitatori di ammirare la “bruttezza” delle sue opere d’arte. Successivamente sono state aperte tre sedi.
Il MoBa ha standard di selezione molto severi: 9 opere su 10 vengono rifiutate perché non sono abbastanza brutte. Per entrare a far parte dell’ambita collezione si deve trattare prima di tutto di un’opera realizzata da qualcuno che abbia alle spalle una formazione artistica. Ma la mancanza di talento non basta: il MoBA ricerca opere che stupiscano i visitatori per la loro inusuale bruttezza, e rifiuta qualsiasi oggetto sia semplicemente kitsch.
Ma come fa un quadro ad essere davvero brutto? I curatori del museo spiegano come elemento comune degli artisti che popolano la galleria del MoBa sia quello di non saper dipingere mani e piedi, che risultano sempre deformati, la prospettiva inoltre è quasi inesistente, così come inesistente è la coerenza nei materiali utilizzati: molte opere usano contemporaneamente pittura, glitter, piume e, talvolta, anche capelli veri incollati sulla tela.
Insomma, è proprio vero che al peggio non c’è mai fine! E voi, se capitaste nel Massachusetts, visitereste questo museo?
Link all’articolo completo: https://www.zetatielle.com/il-peggio-dell-arte-ha-un-museo-e-si-chiama-moba/
Silvia Gazzola
Greta Gobbato
Valeria Bobbio




Personalmente penso che quando si parla di arte non esista il bello o il brutto, tutto è soggettivo, una cosa può essere bella per qualcuno e brutta per qualcun altro e viceversa. Iniziativa sicuramente interessante perchè da la possibilità di esporre opere che altrimenti finirebbero nel dimenticatoio.
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