L' "ART-ivismo" di Ai Weiwei
AI WEIWEI. LIBERO.
Vi starete chiedendo, che cosa significa questa frase? Beh, è il nome della mostra che nel 2016 ha ospitato per la prima volta in Italia a Palazzo Strozzi di Firenze le opere di uno dei più celebri e controversi artisti contemporanei, Ai Weiwei.
Ma cos'avrà di tanto speciale questo strambo uomo?
Nasce a Pechino nel 1957 da una famiglia di intellettuali, il padre, noto poeta impegnato nella lotta contro il regime comunista cinese, insegnerà al figlio l’importanza della libertà d’espressione.
Anni più tardi, trasferitosi a New York, si innamorerà dell’arte concettuale di Marcel Duchamp e della pop art di Andy Warhol e da questi troverà ispirazione per le sue opere.
Distruggere un vaso della dinastia Han, pitturargli sopra la scritta Coca-Cola e rifarlo in ceramica ricoperta di acrilico sono tutte azioni per mettere in evidenza come il capitalismo e il consumismo in Cina stiano progressivamente cancellando l’eredità culturale e artistica della nazione.
Artista dissidente e personalità provocatoria, Ai Weiwei si è imposto sulla scena internazionale come una delle più influenti personalità del nostro tempo, sempre muovendosi tra attivismo politico e ricerca artistica e diventando un simbolo della lotta per la libertà.
“My activism is a part of me. If my art has anything to do with me, then my activism is part of my art.”
E tu conoscevi Ai Weiwei? Cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti qui sotto!
- Gaia Cavarretta, Arianna Pittaluga, Giulia Foglieni

Ne avevo sentito parlare ma non lo conoscevo più di tanto, molto incuriosita dal vostro post sono già andata a cercarlo online e per quel poco che ho visto già posso dire che mi piace! Grazie mille per averne parlato qui sul blog
RispondiEliminaChe bello! Non ne avevo mai sentito parlare, grazie per averlo condiviso qui!
RispondiEliminaMolto interessante! Non lo conoscevo, ma ora cercherò di informarmi di più a riguardo
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