DAVID di Michelangelo a Dubai: così in 48 ore è nato il gemello

La sua copia avrà il ruolo di ambasciatore all'Expo rimandata l'anno scorso negli Emirati Arabi. L'unica differenza? Non pesa 5570 chili ma solo 450...

L’accuratezza della copia stampata in 3D e’ altissima. Del resto, non avrebbe potuto essere diversamente: quasi due milioni di turisti ogni anno fotografano la celebre statua del David di Michelangelo a Firenze, l’Italia e’ leader nella stampa 3D; la sapienza dei nostri restauratori e artigiani ha pochi eguali: tre fattori che concorrono a fare di questa realizzazione un nuovo esempio dell’eccellenza italiana che da Expo Dubai si racconterà al mondo.

L’ultima copia, in ordine di tempo, è stata compiuta negli ultimi tre mesi e qualche giorno fa ha lasciato il laboratorio del restauratore Nicola Salvioli, alla volta di Dubai, dove sarà l’ambasciatore d’eccellenza nel padiglione Italia dell’Expo 2020, rimandato lo scorso anno per via della pandemia. 

Solo che questa volta si tratta di un vero e proprio gemello, con tutti i suoi e pregi e i suoi difetti. Unica differenza il peso: mentre l’originale sulla bilancia farebbe registrare 5570 chili, quest’ultima copia fedele pesa 450 chili, poiché realizzata con uno speciale gel che solidifica a contatto con la luce ultravioletta e poi coperta da uno strato di 2 millimetri di polvere di marmo mischiata a colla, che permette di ricreare le parti lisce e quelle ruvide dell’originale, le malformazioni del marmo, i colpi di scalpello così come le venature.

Quali sono le fasi di questo lavoro? “Il primo step – spiega la direttrice del laboratorio – è stata la riproduzione digitale per conseguire un calco virtuale, più fedele dell’ultimo che risaliva a una ventina di anni fa. Alla fine abbiamo ottenuto un archivio numerico del David che servirà da ora in poi per innumerevoli finalità. Il secondo step è stata la fase di riproduzione fisica, con la scelta della stampante più adatta che ci ha permesso di stampare in sole 48 ore ciò che avremmo ottenuto in 500 ore. In pratica abbiamo messo a punto una fase zero, perché era la prima volta che si stampava una statua così grande con queste tecnologie. A questo punto mi auguro una certificazione a livello internazionale del processo di questa copia, affinché diventi una vera case history da cui partire per utilizzare anche in altre situazioni”. Il costo? “Circa 300mila euro – risponde Tucci – ma i costi potrebbero variare secondo le tecnologie che scegliamo e i tempi a disposizione”.



Voi cosa ne pensate? Credete che questa statua rappresenti al meglio l'Italia all' esposizione o avreste scelto un altro soggetto? Fatecelo sapere nei commenti!!

Paola Gatta
Marta Spaccapietra



Commenti

  1. Ottima scelta di soggetto per una riproduzione secondo me! è bello vedere cosa la tecnologia dei giorni nostri riesce a fare

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  2. Secondo me può perfettamente rappresentare l'Italia nel mondo! Davvero un lavoro pazzesco

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