Arte come mezzo di comunicazione: lo shodō

Esiste un'arte che in molti avranno sentito nominare o visto di sfuggita in qualche film che ancora oggi viene tramandata sapientemente dagli esperti: la scrittura artistica dei Kanji giapponesi, detta anche shodō o "via della scrittura".

Lo shodō ha dato vita a una forma d'arte giapponese molto particolare, il sumi-e, che consiste nel dipingere con la china i kanji e dare così vita a una vera e propria opera di precisione e bellezza.
I segni possono essere decisi o incerti, veloci o lenti, spessi o sottili e ognuno di essi forma un vero e proprio messaggio che deve essere imparato con indicibile accortezza se si vuole padroneggiare l'arte dello
I segni possono essere decisi o incerti, veloci o lenti, spessi o sottili e ognuno di essi forma un vero e proprio messaggio che deve essere imparato con indicibile accortezza se si vuole padroneggiare l'arte dello shodō. Come in molte altre discipline anche nello shodō troviamo la vera filosofia Giapponese, dove la cura con cui vengono create queste opere tramite gesti che contengono la famosa forza interiore, detta qi o ki, danno intenzione al messaggio da veicolare a colui che leggerà l'opera a posteriori - chi ha fatto per esempio qualche arte marziale orientale avrà sicuramente già sentito parlare di ki! -

A Kyoto ha aperto il Museo dei Kanji, un museo interessantissimo che descrive con cura la storia dei kanji Giapponesi, dei suoi stili e di tutte le applicazioni che ha avuto nel tempo, in un modo molto elegante, proprio come si addice all'arte dello shodō.
Un'attrazione particolarmente interessante è la Kanji Tower, formata da 50000 kanji su di essa che accompagna il visitatore lungo i piani visto che accosta le scale. Su questa torre sono presenti le parole del dizionario Dai Kan-Wa Jiten e i colori unitamente alle dimensioni indicano quanto sono comuni e utilizzate quelle parole nella lingua di tutti i giorni.


Questo è un esempio lampante di come anche un luogo di passaggio come possono essere delle scale, può trasformarsi in una parte interessante del museo dove ci si può divertire, meravigliare e dove si può imparare. Per aumentare la grande interattività del museo, sono presenti anche molte attività per chi sta imparando il giapponese, dove ci si può divertire imparando la lingua con gare e giochi di gruppo.

Di contro però per i visitatori che non masticano la lingua, la totale assenza di cartelli in inglese o in qualsiasi altra lingua, rendono la visita piuttosto difficoltosa. Il museo dei kanji ha comunque in cantiere la creazione di cartelli in altre lingue (tra cui inglese, cinese e koreano) e speriamo che in un prossimo futuro questo bellissimo museo possa essere fruibile per tutti.
Nel frattempo si possono godere delle immagini presenti sul sito e, perché no, magari anche qualche video.





E a voi piacerebbe imparare il giapponese? O forse lo masticate già?
Cosa ne pensate dello shodō?
Per esempio per noi parlanti (e scriventi!) italiani quanto è importante una bella calligrafia?




Fonti: https://www.kanjimuseum.kyoto/
https://gogonihon.com/it/blog/storia-della-calligrafia-giapponese-shodo/



- Marta Andrea Zambianchi




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