Accessibilità nei musei: gli invisibili
Il fulcro dell'accessibilità in generale è quello di coinvolgere e far vivere alle persone con disabilità il pieno della loro vita a livello sociale, lavorativo, artistico, sportivo e naturalmente culturale.
Da sottolineare è il fatto che l'accessibilità museale rientra inoltre nel concetto di audience engagement, tema di recente affrontato dalla Commissione Europea.
In questo articolo non vorrei soffermarmi sui tipi di disabilità più conosciuti come per esempio quella motoria o sensoriale, ma nella fattispecie vorrei affrontare un altro tipo di disabilità che in pochi ricordano di menzione perché "invisibile": la disabilità psichica o cognitiva, senza dimenticare altri tipi di difficoltà ancora meno conosciuti, ovvero i disturbi del neurosviluppo.Per disabili psichici e cognitiva si intendono persone affette da patologie psichiche o cognitive (o entrambe) che provocano immense barriere nella vita di tutti i giorni, barriere che spesso sono invisibili proprio come le malattie che colpiscono queste persone e i loro cari.
I disturbi del neurosviluppo sono caratterizzati da deficit del funzionamento personale, sociale, scolastico o lavorativo. Tra questi disturbi o condizioni sono stati inseriti la disabilità intellettiva, i disturbi della comunicazione, il disturbo dello spettro autistico, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, il disturbo specifico dell’apprendimento e i disturbi del movimento.
Purtroppo però non sempre si pensa a questo tipo di disabilità quando si pensa a barriere architettoniche: pensiamo di solito a inciampi o percorsi tortuosi, a messaggi registrati o suoni che non si possono ascoltare, pensiamo a luoghi non accessibili agevolmente da persone in sedia a rotelle.
Provate a pensare al vociare chiassoso di una scolaresca in gita al museo, oppure a una luce abbagliante che serve per illuminare bene una statua, oppure ancora pensate a un odore molto persistente o il contatto forzato con delle cuffie strette attorno alla testa che servono per seguire una guida registrata: vi possono sembrare barriere architettoniche? Molti risponderebbero con un secco no, ma per esempio una persona nello spettro autistico vi direbbe sì.
Fortunatamente alcuni tipi di iniziative portate avanti nel nostro bellissimo paese hanno permesso l'adeguamento del materiale museale in un linguaggio per esempio facile da capire, non solo per le persone con disabilità dette "invisibili", ma anche coloro i quali non hanno padronanza della lingua italiana, bambini o persone con un basso livello culturale. Quindi come si può vedere non sempre una barriera comprende qualcosa di fisico e ben visibile, ma anche qualcosa di mentale e che non riguarda per forza persone disabili.
Alcuni tipi di disabilità non ricevono abbastanza attenzione da parte delle istituzioni, con poca possibilità di entrare a far parte di norme o leggi che invece già fortunatamente aiutano gli altri tipi di disabilità. Quindi ben vengano per esempio luci soffuse, tono di voce basso e ausili non troppo invasivi per aumentare l'esperienza nei musei, pena l'impossibilità di una grande fetta di disabili che per timore di avere difficoltà fisiche evitano musei e luoghi di aggregazione culturale.





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